Come smaltire i rifiuti edili in maniera conforme alle normative vigenti

Come ormai ben sappiamo, l’edilizia ha un forte impatto a livello ambientale sia per le procedure che per la composizione dei materiali usati. Proprio per questo, tutta la fase di smaltimento dei rifiuti di scarto prodotti nelle diverse fasi, dalla costruzione/ristrutturazione alla demolizione, devono essere gestite nel modo più opportuno e indicato dalle normative vigenti.

Il giusto smaltimento parte dal progetto

C’è da dire che ormai l’atteggiamento del settore edile verso l’impatto ambientale è davvero attento e scrupoloso, non a caso oggi la stessa fase di costruzione viene pensata in previsione della futura demolizione “selettiva”, e quindi i diversi materiali utilizzati vengono fin dal principio divisi e impiegati secondo la loro natura di “futuri rifiuti speciali”, in modo da rendere la loro raccolta durante la fase di smaltimento più veloce e sicura. Tutti i rifiuti inoltre, anche quelli in campo edile, sono classificati attraverso i codici europei dei rifiuti CER, che indicano come devono essere classificati, gestiti e smaltiti in base alla loro composizione. Il codice CER 17 nello specifico, raggruppa infatti tutti i rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, includendo anche il terreno proveniente da siti contaminati e una serie di sottoclassi, individuando nello specifico la natura del materiale di scarto.

Lo smaltimento di questi rifiuti inoltre deve essere gestito solo dalle imprese correttamente iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, alle quali le imprese edili possono delegare l’impegno dello smaltimento. Prima ancora di procedere con lo smaltimento è possibile, sempre in base all’origine dei rifiuti, suddividere quelli che è possibile recuperare e trasformare attraverso procedure diverse in base alla tipologia di materiale e di pericolosità.

L’iter di smaltimento prevede:

  • un deposito temporaneo in cantiere in aree delimitate o in cassoni mobili dei rifiuti con volumi non superiori a 30 mc e con massimo 10 rifiuti classificati come pericolosi
  • la comunicazione all’albo dei gestori ambientali
  • l’identificazione dei rifiuti attraverso la compilazione di un apposito formulario (FIR – Formulario di identificazione dei rifiuti), previsto solo per quantità di macerie superiori ai 30 kg al giorno e in cui devono essere specificati l’origine delle materie, la tipologia di rifiuti, la quantità che si trasporta, l’impianto di smaltimento di destinazione e il tragitto eseguito durante la fase di trasporto. Questo è fondamentale per la loro tracciabilità gestita attraverso il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti)
  • il corretto trasporto ad un centro di raccolta e smaltimento autorizzato

I macchinari giusti per un corretto smaltimento

All’interno di un cantiere dunque, tutte le fasi sono pensate e attuate anche in base alla futura demolizione e smaltimento dei materiali utilizzati, e proprio per questo l’utilizzo di macchinari efficienti è fondamentale per rendere il lavoro più fluido, veloce e soprattutto in linea con le indicazioni decretate dalle normative in vigore.

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